
Attualmente il petrolio viene scambiato a sotto i 70 dollari al barile mentre appena a luglio 2008 la quotazione era schizzata sotto i 150 dollari.
Nonostante siamo ormai intorno al 60 % di riduzione, i prezzi dei carburanti alla pompa sono rimasti pressoché invariati (appena il 6 -7 % in meno ).
E’ chiaro che i petrolieri stanno cercando di scaricare sul consumatore la robin tax del ministro Tremonti, che aveva l’obiettivo di inasprire i prelievi a carico di chi, in Italia, realizza profitti straordinari, ma che invece si è rilevata un ulteriore prelievo a carico del consumatore.
Intanto la spirale inflazionistica, che aveva preso vigore proprio dall’ aumento del costo del greggio, no si è arrestata e i rincari di energia elettrica e gas ne sono la conferma.
E mentre i prezzi continuano ad aumentare, il potere di acquisto dei salari (ovviamente di chi ancora ce l’ l’ha) diminuisce sempre di più.
Uno stipendio di 1300 euro mese perde, a causa di una sottostimata inflazione da parte del Governo (1.7% ), circa 288 €/anno, se si calcola un tasso d’inflazione reale al 3.6% qual ‘ è quello di oggi .
Questi sono soltanto due esempi di come si può mettere le mani nelle tasche degli italiani senza che si nasprisca la pressione fiscale .
Senza contare la scelta di azzerare l’ ICI che ha privilegiato, soprattutto, chi problemi economici non ne ha . Tale scelta, infatti ha messo in seria difficoltà le amministrazioni locali che, non potendo più garantire gli stessi servizi sopratutto alle classi più disagiate, si sono trovati costretti ad aumentare la pressione fiscale.
Poi ci sono altri interventi dei quali il governo si è fatto vanto, che non hanno prodotto I risultati sperati, come la detassazione degli straordinari e la rinegoziazione dei mutui .
Il primo intervento è stato vanificato dalla mancata crescita del paese (attorno allo zero ) acuitasi ancora di più a causa di quest’ultima crisi finanziaria . Infatti della detassazione possono beneficiare solo una fascia ristretta di lavoratori di aziende in buana salute, mentre tutti gli altri lavoratori pubblici e quelli delle aziende in crisi ne rimangono esclusi .
L’intervento , invece , sulla rinegoziazione dei mutui dovuto all’aumento dei tassi variabili , si è rivelato una presa in giro per il consumatore, che in realtà non risparmia un bel niente, ma vede solo dilazionato il suo debito nei confronti delle banche. In pratica con l’intervento governativo il consumatore non paga oggi, ma pagherà tutto, e con gli interessi, negli anni in più in cui il mutuo verrà allungato.
Fin qui le manovre economiche, che poco o niente di buono hanno prodotto poi ci sono gli interventi propaganda mandati avanti a colpo di decreti, il tutto per dare l’impressione che l’esecutivo si muove;
Il censimento dei Rom ,
i militari nelle strade ,
Il divieto sulla prostituzione,
I tornelli,
e per finire il maestro unico all’ elementare.
Tutti argomenti che presi singolarmente trovano approvazione e consensi trasversali, ma che, in realtà , servono a spostare l’ attenzione della gente dai problemi economici, o a mascherare tagli indiscriminati. Veri e propri “specchi per le allodole” che, come diceva Battisti, “inutilmente a terra balenano ormai.
Il paese non cresce, mentre cresce miseria e disoccupazione e, per ironia della sorte, come per l’11 settembre del 2001, anche stavolta c’è la scusa pronta : la crisi di wall street.
Ora sembra che l’ esecutivo stia approntando delle misure per dare sostegno all’economia reale, aspettiamo di vedere di cosa si tratta. Per ora abbiamo visto solo una valanga di soldi spesi per l’Alitalia a vantaggio della cordata amica, ed un intervento di sostegno alle banche, le stesse che fino ad oggi ci hanno affamato.