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Buon Natale anche a voi !

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E’ Natale ed il tam tam sulla crisi globale sembra non preoccupare molto l’italiano medio.Stesso traffico caotico sulle autostrade, ristoranti pieni e acquisti folli.Non sembra proprio un paese in recessione, con centinaia di aziende ormai sul lastrico e migliaia di posti di lavoro ormai perduti. Classico esempio di una civiltà fondata sul consumismo e sulla esasperata ricerca del benessere, incapace di ascoltare chi, per i motivi più disparati, è costretto a vivere ai margini della società.

Oggi il mio pensiero va a queste persone. Ai barboni, ai senza tetto, ai disoccupati, ai disabili, ai malati di mente, agli anziani , il mio augurio più affettuoso di un Buon Natale ed un felice Anno Nuovo.

PC

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Da un indagine condotta dal settimanale Espresso  si evince  che  in Italia  crescono del 2 per cento l’anno le neoplasie infantili , soprattutto  in prossimità  di aree industriali o inquinate, e la colpa e da attribuire allo smog, ai pesticidi, alla diossina  e alla conseguente contaminazione della catena alimentare. In proposito potremmo citare l’Ilva di Taranto  e il caso della  mozzarella di bufala campana,  per restare nei nostri confini,  oppure, se invece vogliamo rivolgere uno sguardo all’ estero, si  potrebbe citare l’ultimo caso scoppiato in Irlanda sulla carne di maiale contaminata da diossina. E mentre persino in America si volta pagina in materia  di lotta all’ inquinamento ambientale e cambiamenti climatici, puntando sopratutto sulle energie alternative, rinnovabili e non inquinanti,  in UE  l’Italia con in testa in ns. ministro per l’ambiente Prestigiacomo, ha condotto una battaglia che ha portato ad una modifica dell’ accordo sul clima (20-20-20), con introduzione più lenta e graduale dell’obbligo per le grandi industrie di pagare i diritti di emettere anidride carbonica (CO2). Parafrasando Crozza si potrebbe dire che “non si capisce la relazione” tanto più in questa fase di crisi che non è solo del sistema  creditizio, ma è anche crisi energetica e del riscaldamento globale. Situazione senza precedenti che mette in  discussione il  modello consumistico fin qui esercitato. La crisi , non sono io a dirlo, ma illustri sociologi,economisti e scienziati ,  non è altro che il segno del tempo che viviamo. E allora quale momento migliore per trasformare radicalmente i nostri modelli di consumo energetico, puntando sullo sviluppo di tecnologie basate sullo sfruttamento di  fonti alternative e non inquinanti . Tale cambiamento oltre a portare giovamento in materia di protezione ambientale e della salute, creerebbe ulteriori nuovi posti di lavoro in settori destinati a crescere con il passare del tempo.  Invece ancora una volta l’ Italia, alla stregua di altri paesi (dell’ Est ) con sistemi industriali  non certo all’ avanguardia  fa la scelta del gambero. Ne sono la conferma ulteriori recenti provvedimenti  dell’ attuale  Governo in questo campo :

  • La cancellazione dell”obbligo della certificazione energetica nella compravendita degli immobili;
  • L’inasprimento delle procedure per l’accesso al 55% di detrazione in tre anni per le spese sostenute per l’installazione di pannelli solari, impianti di climatizzazione ed installazione di infissi e finestre , addirittura con effetti retroattivi. Questo significa che le famiglie e le imprese che avevano scelto di investire in questa direzione ,corrono il rischio di vedersi tagliati i contributi .

E’  la solita solfa di chi fa e chi disfa,  solo perché non c’ è accordo, né unità d’ intenti  e molto spesso per interessi di bottega. Certo è  che l’attuale classe politica del Paese  è un malato terminale  a cui occorrerebbe staccare la spina , ma come si sà ,  da noi , anche questo è un problema.

Specchi per le allodole !

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Attualmente il petrolio viene scambiato a sotto i 70 dollari al barile mentre appena a luglio 2008 la quotazione era schizzata sotto i 150 dollari.
Nonostante siamo ormai intorno al 60 % di riduzione, i prezzi dei carburanti alla pompa sono rimasti pressoché invariati (appena il 6 -7 % in meno ).

E’ chiaro che i petrolieri stanno cercando di scaricare sul consumatore la robin tax del ministro Tremonti, che aveva l’obiettivo di inasprire i prelievi a carico di chi, in Italia, realizza profitti straordinari, ma che invece si è rilevata un ulteriore prelievo a carico del consumatore.

Intanto la spirale inflazionistica, che aveva preso vigore proprio dall’ aumento del costo del greggio, no si è arrestata e i rincari di energia elettrica e gas ne sono la conferma.

E mentre i prezzi continuano ad aumentare, il potere di acquisto dei salari (ovviamente di chi ancora ce l’ l’ha) diminuisce sempre di più.

Uno stipendio di 1300 euro mese perde, a causa di una sottostimata inflazione da parte del Governo (1.7% ), circa 288 €/anno, se si calcola un tasso d’inflazione reale al 3.6% qual ‘ è quello di oggi .

Questi sono soltanto due esempi di come si può mettere le mani nelle tasche degli italiani senza che si nasprisca la pressione fiscale .

Senza contare la scelta di azzerare l’ ICI che ha privilegiato, soprattutto, chi problemi economici non ne ha . Tale scelta, infatti ha messo in seria difficoltà le amministrazioni locali che, non potendo più garantire gli stessi servizi sopratutto alle classi più disagiate, si sono trovati costretti ad aumentare la pressione fiscale.

Poi ci sono altri interventi dei quali il governo si è fatto vanto, che non hanno prodotto I risultati sperati, come la detassazione degli straordinari e la rinegoziazione dei mutui .

Il primo intervento è stato vanificato dalla mancata crescita del paese (attorno allo zero ) acuitasi ancora di più a causa di quest’ultima crisi finanziaria . Infatti della detassazione possono beneficiare solo una fascia ristretta di lavoratori di aziende in buana salute, mentre tutti gli altri lavoratori pubblici e quelli delle aziende in crisi ne rimangono esclusi .

L’intervento , invece , sulla rinegoziazione dei mutui dovuto all’aumento dei tassi variabili , si è rivelato una presa in giro per il consumatore, che in realtà non risparmia un bel niente, ma vede solo dilazionato il suo debito nei confronti delle banche. In pratica con l’intervento governativo il consumatore non paga oggi, ma pagherà tutto, e con gli interessi, negli anni in più in cui il mutuo verrà allungato.

Fin qui le manovre economiche, che poco o niente di buono hanno prodotto poi ci sono gli interventi propaganda mandati avanti a colpo di decreti, il tutto per dare l’impressione che l’esecutivo si muove;
Il censimento dei Rom ,
i militari nelle strade ,
Il divieto sulla prostituzione,
I tornelli,
e per finire il maestro unico all’ elementare.

Tutti argomenti che presi singolarmente trovano approvazione e consensi trasversali, ma che, in realtà , servono a spostare l’ attenzione della gente dai problemi economici, o a mascherare tagli indiscriminati.  Veri e propri “specchi per le allodole” che, come diceva Battisti, “inutilmente a terra balenano ormai.

Il paese non cresce, mentre cresce miseria e disoccupazione e, per ironia della sorte, come per l’11 settembre del 2001, anche stavolta c’è la scusa pronta : la crisi di wall street.
Ora sembra che l’ esecutivo stia approntando delle misure per dare sostegno all’economia reale, aspettiamo di vedere di cosa si tratta. Per ora abbiamo visto solo una valanga di soldi spesi per l’Alitalia a vantaggio della cordata amica, ed un intervento di sostegno alle banche, le stesse che fino ad oggi ci hanno affamato.

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La corsa del petrolio sembra inarrestabile  e non c’e bisogno di essere economista per capire che in tutto questo non c’entra solo la speculazione, ma anche  la crescita imponente della domanda da parte di due grandi consumatori che macinano più di tutti :Cina ed India.

Il prezzo del petrolio dal 96 ad oggi e triplicato. Le famiglie italiane  sono ormai strangolate dalle bollette che sembrano dei veri e propri salassi (monetari),  una parte di italiani,  quando  può ,  fa a meno anche dell’ auto  visto gli effetti sul costo dei carburanti . 

Poi sui carburanti, su cui si potrebbe fare un discorso a parte, è singolare come  l’aumento  del costo del greggio produce un immediato aumento del costo della benzina e del gasolio e  mai viceversa . E’  come se sul numeratore delle colonnine fosse installato un dispositivo di non ritorno che permette al prezzo solo di salire e non di scendere (tipo valvole unidirezionali per fluidi).

E mentre altri paesi. come la  Svezia, hanno pianificato di essere indipendenti dal petrolio entro qualche decennio , in Italia  la politica dei no !  e la paura dei politici di decidere in controtendenza ci sta portando alla bancarotta .

 üNo!  al nucleare;

üNo ! ai rigassificatori;

üNo ! ai  termovalorizzatori ;

üBiomasse poco praticabili data la frammentazione dei  territori coltivabili in Italia;

üEolico ostacolato da problemi di carattere burocratico e ambientale ;

üSolare ancora troppo costoso nonostante gli  attuali incentivi . 

Non c’è bisogno della  mobilitazione del cittadino  per capire  quali sono le priorità del Paese.

Il problema energetico è uno dei tanti e con questi chiari di luna è  facilmente intuibile.

Per cominciare ad affrontarlo occorre, come in tutte le cose,  il coraggio e la volontà di cambiare, di scegliere e di sostenere le proprie decisioni, cosa, di questi tempi,  assai difficile sia a destra che a sinistra , forse  per paura di perdere i consensi elettorali è con essi alcuni privilegi.

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Dopo il richiamo della Commissione Europea circa la scarsa attenzione dell’Italia verso il clima, il CIPE ( Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ), con una delibera dell’ 11 dicembre aumenta la  quantità di emissioni di gas serra (CO2) da ridurre attraverso misure e politiche nazionali le quali saranno definite meglio nei prossimi mesi .

Le misure ulteriori riguarderebbero, in via prioritaria, i trasporti (in particolare la mobilita’ in ambito urbano ed extraurbano), l’ agricoltura e il settore civile e privato .

Tale intervento coincide con l’inizio dell’ impegno dall’ Italia nell’ambito del protocollo di Kyoto che, nel quinquennio di riferimento 2008-2012,   dovrebbe diminuire  del 6.5%  la sua emissione di  gas serra  rispetto  all’ anno di riferimento, il  1990, quando il CO2 emesso dal ns.Paese era 516 milioni di tonnellate.

Il protocollo di Kyoto è l’unico accordo salva-clima che prevede obiettivi globali ed impegnativi  per il taglio delle emissioni responsabili dei cambiamenti climatici (ratificato da 176 paesi di cui 38 con obblighi di riduzione tra cui l’Italia). 

Praticamente una corsa contro il tempo per l’Italia che, in questi anni, anzichè diminuire,ha visto aumentate le sue emissioni tanto da piazzarsi solo al 46° posto su una classifica di 56 paesi.( 573 milioni di tonnellate prodotte nel 2006)

I gas serra sono quei gas presenti nell’atmosfera che, per loro natura, trattengono il calore emesso dalla terra, provocando  così quel fenomeno noto come effetto serra.

L’anidride carbonica (CO2)  è forse  il più importante dei gas serra, ed è responsabile per circa il 60% dell’innalzamento della temperatura della terra.

Tutto ciò  che brucia produce anidride carbonica, pertanto durante molte delle nostre attività quotidiane, come l’uso della macchina, il riscaldamento delle case, ma anche la produzione di energia elettrica, rilasciamo nell’ aria grandi quantitativi  di  C02 .

Per avere un’idea, di seguito la quantità di  CO2  prodotta  in un anno da una famiglia modesta di  4 persone, che vive in un appartamento di 100 metri quadrati:

Consumi energetici di una famiglia di 4 persone

Fonte

KWh

CO2 (kg)

Energia elettrica

3.344

820

Gas metano

850

9.208

1.641

2.461

Praticamente 2,5 tonnellate di CO2 anno .

Quante volte, d’inverno, è capitato di trovarci in un supermercato, in un edificio pubblico o in qualche altro locale ed avvertire una sensazione di afa  provocata  dall’ eccessivo riscaldamento del locale ?

Quante tonnellate di CO2 si sarebbero potute risparmiare  con un efficiente termoregolazione ?

Ovviamente il problema è ben più complesso e non riguarda solo i consumi energetici delle famiglie, degli edifici pubblici. Ci sono  anche le industrie, il traffico, l’agricoltura, altri tipi  d’impresa, poi c’entra l’ azione politica di governo, dei legislatori, occorrono gli incentivi, ma c’è bisogno, soprattutto, di tanta responsabilità  da parte di noi cittadini  a cui è richiesto un grande salto culturale nelle abitudini di consumo e negli  stili di vita.

P.S.

Purtroppo tra i paesi non aderenti al protocollo di Kyoto figurano gli U.S.A. che sono tra i maggiori responsabili del surriscaldamento globale con il 36,2% delle emissioni totali.Speriamo che il prossimo governo sia più sensibile ai problemi ambientali e ratifichi il protocollo. 

 

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L’emergenza   rifiuti i in Campania  non sembra migliorare , nonostante gli sforzi profusi dal nuovo commissario straordinario De Gennaro.   

L’ U.E., ormai  profondamente inquietata per l’immagine di interi territori ancora  soffocati da tonnellate d’immondizia, avvia una seconda procedura d’infrazione  nei confronti dell’ Italia, fissando in trenta giorni il termine nel quale il ns. Paese dovrà trovare una soluzione strutturale al problema, pena  il deferimento alla Corte Costituzionale europea che, oltre a comminare delle multe salate,  potrebbe anche sospendere gli ingenti contributi  fin qui concessi  per progetti  legati  allo smaltimento di rifiuti che almeno in Campania sono stati sperperati .

“ Ncopp ù cuott , l’acqua vulluta “  avrebbe detto mia nonna, ovvero l’acqua bollente  sulla scottatura. 

 E intanto man mano che passa il tempo,  la situazione dei rifiuti nella ns. Regione appare sempre più ingarbugliata e di difficile soluzione, per di più il Commissario deve fare i conti con :

  • le proteste della gente che vive presso i siti  contaminati   comprensibili,  per carità ,e motivate dai numerosi studi epidemiologici sulla salute effettuati in quelle aree;
  • Le protesta della gente dei nuovi siti di trasferenza  preoccupata  dai possibili effetti sulla salute derivanti da una cattiva gestione dei rifiuti  in arrivo;
  • La mancata disponibilità di alcune discariche che a seguito degli accertamenti tecnici sono risultate non idonee;.
  • la controinformazione di alcuni mass media ;

Se poi  a tutto questo aggiungiamo  la crisi di Governo e la campagna elettorale che potrebbe strumentalizzare  la situazione,  De Gennaro ha di che rallegrarsi.

Altro che trenta giorni !

Queste la situazione al momento,  per la quale, anche  San Gennaro  sembra aver  buttato la spugna.

Ma il Supercommissario  non demorde ed  è deciso a  proseguire  nella strategia delineata con l’obiettivo  di smaltire un milione di tonnellate di rifiuti in cento giorni, visto  che se ne accumulano  5 tonnellate al minuto, Applicando il conto della massaia si comprende  che,  in questo momento, strategie diverse non sono perseguibili, perché riproporrebbero il problema in un lasso di tempo ristretto .

Esistono  strade diverse  che  vanno perseguite con tenacia e volontà politica, ma queste sono efficaci solo a medio e lungo termine  e  riguardano :

  • Il rispetto delle percentuali minime  di raccolta differenziata  fissate per legge , già dal lontano 1997  (D. lgs 22/97-Ronchi);
  • Una diversa logica industriale che programmi cosa produrre e come produrlo senza danneggiare l’ambiente ;
  • Un diverso modello consumistico  che privilegi beni durevoli prodotti dal riciclaggio delle materie prime  e dell’ energia ;
  • La formazione di una cultura ecologica che coinvolga tutta la popolazione ;

Purtroppo l’unica soluzione al momento sono le discariche , in attesa che entri in funzione l’inceneritore di Acerra,  più  volte osteggiato da una politica pseudo ambientalista che, suo malgrado ,ha finito col fare gli interessi della malavita organizzata .

Oggi  ci si oppone  alle discariche autorizzate e controllate (sulle quali lo Stato  può  assicurare alcune garanzie per la salute),  mentre,  appena ieri,  si è permesso che gente senza scrupoli  aprisse discariche abusive ed incontrollate e vi  sversasse di tutto.

Con tutto il rispetto per la salute delle persone, in tutto questo, a me qualche dubbio viene…

      

Con la caduta del governo Prodi  il centro destra  si è di nuovo coalizzato e punta a testa bassa alle elezioni anticipate .

E le riforme ? Quelle non sono più necessarie  e  la tanto “schifata” legge elettorale che ha scippato agli Italiani  la facoltà di scegliere il proprio candidato è persino diventata, a detta del Cavaliere, una buona legge. 

Non se ne può più  di questa  politica  che continua a prendere in giro gli  italiani .

Un milione di persone ci vorrebbe in piazza non per gridare “elezioni subito” ma per rivendicare  il commissariamento del  Parlamento , ormai incapace di dare risposte alle “ ansie di vita e di futuro dei cittadini, delle famiglie, dei giovani”.

Non serve un nuovo ricorso alle urne , tanto più con questa legge elettorale , che  restituirebbe al Paese  la stessa classe dirigente, se pur di  schieramento opposto.  

E come se a cambiare fosse solo il pelo del lupo ma non il vizio .

Il Paese, che ormai si trascina da una crisi all’altra (emergenza rifiuti, crisi di governo ), non ha chance,  se non quella di rinnovare seriamente  e non con un semplice trasformismo degno del miglior Fregoli ,  la sua classe dirigente.

Solo una classe politica rinnovvata  può  affrontare i veri problemi del Paese che sono:

  • La  competitività delle imprese;
  • la precarietà del lavoro;
  • le famiglie che non arrivano alla fine del mese;
  • l’indebitamento dei cittadini con le banche ,
  • la sicurezza del cittadino  in  ogni suo aspetto ;
  • il diritto alla salute,
  • ecc..………………………………………………………………………

 Meditiamo Gente, meditiamo.

                                Un mare di rifiuti

E’ di qualche settimana fa la notizia che i Sioux hanno di nuovo dissotterrato l’ ascia perché stanchi di essere trattati  cittadini di serie  B.                                                                                                                   

 Il governo di Washington nel corso degli anni, dicono i capi tribù,  “non ha rispettato i trattati e ha fatto di tutto per rubare la nostra cultura, le nostre terre e la nostra capacità di mantenere il nostro stile di vita “.

L’accostamento a quanto sta succedendo in Campania per l’emergenza dei rifiuti  è d’obbligo.

Il malessere ormai dilagante nella popolazione campana  ha portato i cittadini di  Pianura e d’altre zone del napoletano a scendere in piazza per protestare contro le  scelte del Governo che in qualche modo sta cercando  di arginare un disastro ecologico di portata mondiale, provocato dal malaffare e da decenni di malgoverno locale. 

I Campani, dunque, come i Sioux ?

L’accostamento è, a dir poco,  dissacrante perché in comune le due questioni hanno  solo una situazione di “ malessere”: da una parte i Sioux  che, nel rispetto del motto da loro coniato “La terra non è un’eredità dei nostri padri, ma un prestito dei nostri figli”, cercano di rivendicare la proprietà delle loro antiche terre, conciliando  tradizione  e modernizzazione; dall’ altra i Campani che nel rispetto del motto da loro coniato   “tiramm a campà “ hanno invece consegnato la  terra in mano a sfruttatori senza scrupoli.

L’emergenza rifiuti in Campania  non si risolve bloccando le strade, assaltando, i mezzi pubblici ,scontrandosi  con le forze dell’ordine o bruciando i cassonetti dei rifiuti .Tutto questo non serve o , al massimo ,  può servire solo a spostare il problema da un’altra parte .

Meglio sarebbe  se ad accomunarci ai Sioux non fosse solo il malessere ,ma  l’amore ed  il rispetto  che loro hanno per la terra e l’ambiente che li circonda.

Il loro motto dovrebbe essere anche il nostro ,solo così  i nostri nipoti , ma haimè non i nostri i figli, potranno avere una chance.