
L’emergenza rifiuti i in Campania non sembra migliorare , nonostante gli sforzi profusi dal nuovo commissario straordinario De Gennaro.
L’ U.E., ormai profondamente inquietata per l’immagine di interi territori ancora soffocati da tonnellate d’immondizia, avvia una seconda procedura d’infrazione nei confronti dell’ Italia, fissando in trenta giorni il termine nel quale il ns. Paese dovrà trovare una soluzione strutturale al problema, pena il deferimento alla Corte Costituzionale europea che, oltre a comminare delle multe salate, potrebbe anche sospendere gli ingenti contributi fin qui concessi per progetti legati allo smaltimento di rifiuti che almeno in Campania sono stati sperperati .
“ Ncopp ù cuott , l’acqua vulluta “ avrebbe detto mia nonna, ovvero l’acqua bollente sulla scottatura.
E intanto man mano che passa il tempo, la situazione dei rifiuti nella ns. Regione appare sempre più ingarbugliata e di difficile soluzione, per di più il Commissario deve fare i conti con :
- le proteste della gente che vive presso i siti contaminati comprensibili, per carità ,e motivate dai numerosi studi epidemiologici sulla salute effettuati in quelle aree;
- Le protesta della gente dei nuovi siti di trasferenza preoccupata dai possibili effetti sulla salute derivanti da una cattiva gestione dei rifiuti in arrivo;
- La mancata disponibilità di alcune discariche che a seguito degli accertamenti tecnici sono risultate non idonee;.
- la controinformazione di alcuni mass media ;
Se poi a tutto questo aggiungiamo la crisi di Governo e la campagna elettorale che potrebbe strumentalizzare la situazione, De Gennaro ha di che rallegrarsi.
Altro che trenta giorni !
Queste la situazione al momento, per la quale, anche San Gennaro sembra aver buttato la spugna.
Ma il Supercommissario non demorde ed è deciso a proseguire nella strategia delineata con l’obiettivo di smaltire un milione di tonnellate di rifiuti in cento giorni, visto che se ne accumulano 5 tonnellate al minuto, Applicando il conto della massaia si comprende che, in questo momento, strategie diverse non sono perseguibili, perché riproporrebbero il problema in un lasso di tempo ristretto .
Esistono strade diverse che vanno perseguite con tenacia e volontà politica, ma queste sono efficaci solo a medio e lungo termine e riguardano :
- Il rispetto delle percentuali minime di raccolta differenziata fissate per legge , già dal lontano 1997 (D. lgs 22/97-Ronchi);
- Una diversa logica industriale che programmi cosa produrre e come produrlo senza danneggiare l’ambiente ;
- Un diverso modello consumistico che privilegi beni durevoli prodotti dal riciclaggio delle materie prime e dell’ energia ;
- La formazione di una cultura ecologica che coinvolga tutta la popolazione ;
Purtroppo l’unica soluzione al momento sono le discariche , in attesa che entri in funzione l’inceneritore di Acerra, più volte osteggiato da una politica pseudo ambientalista che, suo malgrado ,ha finito col fare gli interessi della malavita organizzata .
Oggi ci si oppone alle discariche autorizzate e controllate (sulle quali lo Stato può assicurare alcune garanzie per la salute), mentre, appena ieri, si è permesso che gente senza scrupoli aprisse discariche abusive ed incontrollate e vi sversasse di tutto.
Con tutto il rispetto per la salute delle persone, in tutto questo, a me qualche dubbio viene…
Pino Daniele, già aveva fatto in passato una denuncia, ma nessuno ci credeva.
Napule è mille culure
Napule è mille paure Napule
è a voce de’ criature
che saglie chianu chianu e
tu sai ca nun si sulo.
Napule è nu sole amaro
Napule è addore ‘e mare
Napule è ‘na carta sporca
e nisciuno se ne importa e
ognuno aspetta a’ ciorta.
Napule è ‘na cammenata
inte viche miezo all’ato
Napule è tutto ‘nu suonno
e ‘a sape tutti o’ munno ma
nun sanno a verità.
Napule è mille culure
(Napule è mille paure)
Napule è ‘nu sole amaro
(Napule è addore e’ mare)
Napule è ‘na carta sporca
(e nisciuno se ne importa)
Napule è ‘na camminata
(inte viche miezo all’ato)
Napule è tutto nu suonno
(e a’ sape tutti o’ munno)
Ragioniamoci prima! (consulta la Scheda tecnica dell’Impianto salernitano)
1. L’inceneritore è uno sfacelo economico. Senza Cip 6 non se ne farebbero. Dopo che sono stati tolti ai nuovi inceneritori, la gara per completare quello di Acerra è andata deserta e Prodi li ha reintrodotti con un apposito decreto per i tre nuovi impianti previsti in Campania.
2. L’incenerimento è una scelta alternativa alla raccolta differenziata. Se le quantità di rifiuti conferiti a un inceneritore diminuissero e il forno non lavorasse a pieno regime il deficit economico crescerebbe.
3. Ogni mezza parola i politici dicono che dobbiamo stare in Europa. Eppure l’incenerimento è l’opposto delle indicazioni europee sul trattamento dei rifiuti, che prevedono, in ordine: la riduzione, la raccolta differenziata e il riciclaggio, il recupero energetico senza combustione (fermentazione anaerobica della frazione organica), il recupero energetico con combustione.
4. Per la parte indifferenziata residua si può ricorrere al Trattamento Meccanico-Biologico con i suoi vantaggi rispetto all’incenerimento in termini di costi d’investimento, recupero di materia, guadagno economico, impatto ambientale e sulla salute, smaltimento finale dei minimi residui inerti.
5. Le nanopolveri possono essere causa di tumori.
6. L’incenerimento non smaltisce i rifiuti ma li trasforma in fumi nocivi e in polveri tossiche e difficili da smaltire (“Nulla si distrugge e tutto si trasforma” – come ci ricorda la legge di Lavoiser).
Gentile Antonio
A quanto pare t’interessano i miei post!
Lo so che i termovalorizzatori non sono il massimo, ma è sempre meglio di niente.
In ogni caso il problema andava posto al momento in cui in Campania si sono realizzati i sette CDR (sono sette mi pare, se non di più).
Del deficit economico è meglio non parlarne, basti pensare a quanto ci costa lo smaltimento di un ecoballa in Germania. Infine sono più preoccupato dei rifiuti bruciati per strada che dei fumi di combustione dei termovalorizzatori .
Detto questo, anch’ io preferisco il trattamento meccanico biologico che, in ogni caso, non sfugge alla legge di Lavoisier, ma questo processo , che è molto legato anche ad una percentuale alta di raccolta differenziata, non si realizza da un momento all’altro .
Chissà domani, magari in una situazione normale di un Paese normale.
Cordialmente
Pellegrino Cavaliere