Come siamo messi con l’effetto serra ?
Febbraio 14, 2008 di rinocav
Dopo il richiamo della Commissione Europea circa la scarsa attenzione dell’Italia verso il clima, il CIPE ( Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ), con una delibera dell’ 11 dicembre aumenta la quantità di emissioni di gas serra (CO2) da ridurre attraverso misure e politiche nazionali le quali saranno definite meglio nei prossimi mesi .
Le misure ulteriori riguarderebbero, in via prioritaria, i trasporti (in particolare la mobilita’ in ambito urbano ed extraurbano), l’ agricoltura e il settore civile e privato .
Tale intervento coincide con l’inizio dell’ impegno dall’ Italia nell’ambito del protocollo di Kyoto che, nel quinquennio di riferimento 2008-2012, dovrebbe diminuire del 6.5% la sua emissione di gas serra rispetto all’ anno di riferimento, il 1990, quando il CO2 emesso dal ns.Paese era 516 milioni di tonnellate.
Il protocollo di Kyoto è l’unico accordo salva-clima che prevede obiettivi globali ed impegnativi per il taglio delle emissioni responsabili dei cambiamenti climatici (ratificato da 176 paesi di cui 38 con obblighi di riduzione tra cui l’Italia).
Praticamente una corsa contro il tempo per l’Italia che, in questi anni, anzichè diminuire,ha visto aumentate le sue emissioni tanto da piazzarsi solo al 46° posto su una classifica di 56 paesi.( 573 milioni di tonnellate prodotte nel 2006)
I gas serra sono quei gas presenti nell’atmosfera che, per loro natura, trattengono il calore emesso dalla terra, provocando così quel fenomeno noto come effetto serra.
L’anidride carbonica (CO2) è forse il più importante dei gas serra, ed è responsabile per circa il 60% dell’innalzamento della temperatura della terra.
Tutto ciò che brucia produce anidride carbonica, pertanto durante molte delle nostre attività quotidiane, come l’uso della macchina, il riscaldamento delle case, ma anche la produzione di energia elettrica, rilasciamo nell’ aria grandi quantitativi di C02 .
Per avere un’idea, di seguito la quantità di CO2 prodotta in un anno da una famiglia modesta di 4 persone, che vive in un appartamento di 100 metri quadrati:
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Consumi energetici di una famiglia di 4 persone
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Fonte |
m³ |
KWh |
CO2 (kg) |
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Energia elettrica |
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3.344 |
820 |
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Gas metano |
850 |
9.208 |
1.641 |
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2.461 |
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Praticamente 2,5 tonnellate di CO2 anno .
Quante volte, d’inverno, è capitato di trovarci in un supermercato, in un edificio pubblico o in qualche altro locale ed avvertire una sensazione di afa provocata dall’ eccessivo riscaldamento del locale ?
Quante tonnellate di CO2 si sarebbero potute risparmiare con un efficiente termoregolazione ?
Ovviamente il problema è ben più complesso e non riguarda solo i consumi energetici delle famiglie, degli edifici pubblici. Ci sono anche le industrie, il traffico, l’agricoltura, altri tipi d’impresa, poi c’entra l’ azione politica di governo, dei legislatori, occorrono gli incentivi, ma c’è bisogno, soprattutto, di tanta responsabilità da parte di noi cittadini a cui è richiesto un grande salto culturale nelle abitudini di consumo e negli stili di vita.
P.S.
Purtroppo tra i paesi non aderenti al protocollo di Kyoto figurano gli U.S.A. che sono tra i maggiori responsabili del surriscaldamento globale con il 36,2% delle emissioni totali.Speriamo che il prossimo governo sia più sensibile ai problemi ambientali e ratifichi il protocollo.


sono stato invitato a visitare il tuo blog nei commenti ad un mio post…
ti faccio i complimenti per la fattura degli articoli e per l’attualità dei temi trattati…tornerò volentieri per leggere gli articoli che pubblicherai…buon lavoro e buon hobby…ciao
Secondo la Coldiretti, la crisi energetica è, insieme alla insufficiente disponibilità alimentare, una delle maggiori cause dell’aumento dei prezzi a livello globale con tensioni sociali ed inflazione che minacciano le opportunità di sviluppo dell’economia. Un effetto della crescita nella domanda di cibo ed energia da parte dei Paesi emergenti, del cambiamento climatico e anche della destinazione a scopi energetici dei prodotti agricoli.
Pare proprio che gli italiani abbiano, in proposito, le idee chiare…