
Da un indagine condotta dal settimanale Espresso si evince che in Italia crescono del 2 per cento l’anno le neoplasie infantili , soprattutto in prossimità di aree industriali o inquinate, e la colpa e da attribuire allo smog, ai pesticidi, alla diossina e alla conseguente contaminazione della catena alimentare. In proposito potremmo citare l’Ilva di Taranto e il caso della mozzarella di bufala campana, per restare nei nostri confini, oppure, se invece vogliamo rivolgere uno sguardo all’ estero, si potrebbe citare l’ultimo caso scoppiato in Irlanda sulla carne di maiale contaminata da diossina. E mentre persino in America si volta pagina in materia di lotta all’ inquinamento ambientale e cambiamenti climatici, puntando sopratutto sulle energie alternative, rinnovabili e non inquinanti, in UE l’Italia con in testa in ns. ministro per l’ambiente Prestigiacomo, ha condotto una battaglia che ha portato ad una modifica dell’ accordo sul clima (20-20-20), con introduzione più lenta e graduale dell’obbligo per le grandi industrie di pagare i diritti di emettere anidride carbonica (CO2). Parafrasando Crozza si potrebbe dire che “non si capisce la relazione” tanto più in questa fase di crisi che non è solo del sistema creditizio, ma è anche crisi energetica e del riscaldamento globale. Situazione senza precedenti che mette in discussione il modello consumistico fin qui esercitato. La crisi , non sono io a dirlo, ma illustri sociologi,economisti e scienziati , non è altro che il segno del tempo che viviamo. E allora quale momento migliore per trasformare radicalmente i nostri modelli di consumo energetico, puntando sullo sviluppo di tecnologie basate sullo sfruttamento di fonti alternative e non inquinanti . Tale cambiamento oltre a portare giovamento in materia di protezione ambientale e della salute, creerebbe ulteriori nuovi posti di lavoro in settori destinati a crescere con il passare del tempo. Invece ancora una volta l’ Italia, alla stregua di altri paesi (dell’ Est ) con sistemi industriali non certo all’ avanguardia fa la scelta del gambero. Ne sono la conferma ulteriori recenti provvedimenti dell’ attuale Governo in questo campo :
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La cancellazione dell”obbligo della certificazione energetica nella compravendita degli immobili;
- L’inasprimento delle procedure per l’accesso al 55% di detrazione in tre anni per le spese sostenute per l’installazione di pannelli solari, impianti di climatizzazione ed installazione di infissi e finestre , addirittura con effetti retroattivi. Questo significa che le famiglie e le imprese che avevano scelto di investire in questa direzione ,corrono il rischio di vedersi tagliati i contributi .
E’ la solita solfa di chi fa e chi disfa, solo perché non c’ è accordo, né unità d’ intenti e molto spesso per interessi di bottega. Certo è che l’attuale classe politica del Paese è un malato terminale a cui occorrerebbe staccare la spina , ma come si sà , da noi , anche questo è un problema.