Se attuare una strategia di uscita o meno dall’Afghanistan , questo va discusso in silenzio e nelle sedi più opportune, evitando di fare proclami sui media, che, se amplificati, potrebbero costituire un ulteriore fattore di rischio per i nostri soldati. Per quanto invece concerne questa maledetta guerra, perché di questo si tratta, sarebbe opportuno che , chi di dovere , oltre a pensare a come uscire da questo impasse in cui ci siamo cacciati, pensi anche a come implementare, nel frattempo , ulteriori misure preventive e protettive da mettere in campo , che siano adeguate al livello di rischio che i ns. militari corrono . Magari, per quanto riguarda l’aspetto di questa ultima strage, alcune misure organizzative e di sicurezza, avrebbero potuto tenere lontano il mezzo civile kamikaze che, invece, è esploso dopo che era riuscito ad interporsi tra i due blindati. Qualcuno dirà che “con il senno di poi sono piene le fosse ”, ma , quando si valutavano i rischi, il senno di poi è’ un elemento essenziale di riflessione e valutazione , ed è quello che ci aspettiamo dai responsabili addetti ai lavori e non , affinché il sacrificio di questi ragazzi non sia stato vano.
Alle famiglie dei militari va il mio cordoglio più profondo

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