
Oggi la Consulta, con una sentenza a dir poco travagliata, ha deciso la incostituzionalità del Lodo Alfano che prevedeva l’immunità delle alte cariche dello Stato tra le quali quella e del Presidente del Consiglio. C’e da dire che tale provvedimento unico nel suo genere tra i paesi delle democrazie europee era già stato riproposto con il cosiddetto lodo Schifani, anch’esso bocciato senza appello dalla stessa Corte Costituzionale .
Il provvedimento , in quanto tale , violerebbe:
- L’art.138 che, nella sostanza, non permette revisioni della Carta se non con legge costituzionale votata dai 2/3 del parlamento (il lodo Alfano era una legge ordinaria)
- L’art. 3 per il quale tutti i cittadini sono uguali anche di fronte alla legge.
Spero che con questa coraggiosa sentenza, avvenuta anche in un clima di minacce ed intimidazioni, i cittadini onesti di questo paese possano ingoiare, più facilmente, il rospo che il Governo ha partorito appena una settimana fa . Mi riferisco a quella sorta di amnistia tributaria (scudo fiscale) per coloro i quali detengono capitali all’ estero di natura patrimoniale e anche criminale. Su quest’ultima porcata, di cui è corresponsabile per l’approvazione anche il PD grazie all’assenteismo di una trentina di suoi parlamentari, ci sarebbe molto da parlare, sopratutto sotto il profilo dell’ uguaglianza . Infatti, il provvedimento prevede, in cambio di un misero 5% di tassazione (contro oltre il 40% di altre Paesi). l’impunità per i reati tributari più disparati (violazioni contabili, falsa fatturazione, falso in bilancio) e il rispetto dell’ anonimato. Potremmo dire che con la sentenza di oggi il cittadino onesto pareggia il conto e parafrasando Franceschini si può sostenere che: “Tutti sono uguali davanti alla legge, anche i potenti”. Difficile sarebbe stato farlo capire, se il Lodo fosse passato.